Il primo Spider-Man al cinema, uno studente del Queens morso da un ragno che passa tre film a non riuscire a tenere insieme un lavoro, una laurea e una relazione.
Il Peter Parker di Tobey Maguire è quello che ha stabilito cosa potessero essere questi film. La trilogia di Raimi è sincera al punto di non essere alla moda, e funziona: il secondo film resta il punto più alto del personaggio sullo schermo, soprattutto perché parla di un uomo che non si può permettere la propria vita.
No Way Home lo riporta quasi vent’anni dopo e gli dà l’uso migliore possibile: è quello nella stanza che ha già perso la persona che non è riuscito a salvare, ed è quello che convince la versione più giovane a fermarsi.